Colori, filosofia di vita…

Scritto da il gen 11, 2013 in Riflessioni | 0 commenti

Colori, filosofia di vita…

In tutti i miei ritratti il colore ha una personalità forte! E’ un colore che osa, una presenza a volte perfino sfrontata nel voler entrare ed affermare la propria importanza sulla tela o sulla carta accanto al soggetto ritratto.

Tradizionalmente, nella ritrattistica – quella tradizionale come quella animalier – gli  sfondi sono un contorno sobrio, poco invadente, che avvolge il soggetto dipinto in atmosfere rarefatte e astrattizzanti o lo colloca in ambientazioni descritte con pochi cenni, che siano scene d’interni o di esterni. La parola d’ordine è “neutralità”, per non essere invadenti, quasi a non voler rubare la scena al vero protagonista, il  soggetto. Una scelta di prudenza e riverenza, che assicura agevolmente al dipinto il giusto equilibrio nell’assegnazione dei ruoli: il cane o il gatto (o altro animale) protagonista indiscusso; lo sfondo, un riempitivo discreto.

Nei mei ritratti non avviene così!  La ricchezza del colore, nelle sue mille declinazioni, non arretra timoroso al cospetto del soggetto, al contrario lo sfida e poi lo abbraccia festoso per esaltarne la centralità ed entrarvi a farne parte. Non accetta gerarchie, la sua funzione non può e non vuole essere subalterna mai, e con ragione:  sarebbe un paradosso una pittura che mortifica il colore!

I miei pennelli assecondano di buon grado questa sovversione. Alla prassi consolidata di dipingere a tinte neutre lo spazio che avvolge il soggetto, nei miei ritratti si sostituisce quella di cercare cromie decise, squillanti capaci nella loro esuberanza di dialogare però con garbo con manti, occhi e livree degli animali ritratti. Ma il rischio dell’eccesso è sempre in agguato e solo il costante dosaggio comparato dei toni assicura che il colore degli sfondi non prevarichi e l’armonia regoli il rapporto di ogni parte con il tutto.

Nel micro-mondo di un dipinto, si realizza così l’utopia dell’uguaglianza, e mentre una nobile idea trova espressione sulla tela, il genere pittorico del ritratto ne esce ringiovanito e finalmente moderno.
Il miei ritratti  hanno dismesso i panni dell’immagine malinconica e un po’ grigia di oggetto commemorativo e sono, piuttosto, ritagli colorati di vita presente.

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